Gli hellos

giovedì 25 settembre 2008 - Scritto da Stè alle 00:16
Chi di voi non ricorda la pubblicità della F.I.A.T. che è stata messa in onda durante lo scorso periodo natalizo/post natalizio??? Quella con tutti i bambini...quella degli "HELLOS"...Ricordate??? Beh, non so a voi ma a me ha colpito molto: spot simpatico, piuttosto allegro e romantico, che invita a riscoprire i buoni sentimenti, la spontaneità, gli affetti, la genuinità, la semplicità delle emozioni. Apparte la splendida fotografia, mi ha colpito molto anhe la storia narrata (dello scrittore tedesco Peter Bichsel letta su musica Jon Brion) motlo semplice , bella e dmolto 'effetto.

C’era un bambino che chiamava le persone gli “hello”, i ciao.
Quindi non diceva: “Guarda quell’uomo”, ma diceva invece: “Guarda quello hello” o diceva:”E’ venuto uno hello”, “c’è uno hello alla porta”.
Il motivo era semplicemente che sentiva suo padre dire alla gente: “Hello”.
Se si dice tavolo a un tavolo e sedia a una sedia, allora quelli a cui si dice “hello” devono essere gli Hellos.
Quello che mi piace di questa storia è che gli Hellos sono molto più simpatici de “la gente”.
Mi sembra che gli Hellos siano molto più dotati delle qualità semplici e comuni in un uomo.
Gli Hellos sono una sorta di speranza.
L’unica cosa che devi fare è diventare un hello.
E’ semplicissimo: basta guardare le cose con occhi nuovi”.


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