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La storia del treno che si fermò a Balvano

giovedì 28 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 07:55
Sarà un'analisi senza presunzione di bacchetta magica: i fatti saranno ricostruiti nei dettagli usando solamente testimonianze certe, sicure e verificate di ferrovieri, giornali d’epoca, verbali, relazioni tecniche, ed esperienze personali di chi ha vissuto in prima persona questa drammatica pagina buia della storia d’Italia.

Sono un fantasma...

venerdì 3 settembre 2010 - Scritto da Stè alle 02:10

J. Sibelius, Valse Triste Op.44 - Berliner Philarmoniker, Herbert Von Karajan

Premi Play...

E' una giornata diversa dalle altre, me lo sento, si sente.  E' successo qualcosa, non si sentono più le voci delle farfalle, il tintinnio dei campanelli e il sibilare del vento attraverso foglie fili d'erba. Non c'è più nessun piccolo elfo sorridente: avevano smesso di sorridere quando tutto era finito, e così i loro lunghi nasi e i cappelli verdi se li è portati via il vento nuovo: il vento dell'autunno, che ha lasciato soltanto improvvise e fugaci foglie morte di rosso e di giallo.
Mi trovo in un posto che in cui non sono mai stato, un posto nuovo ma a me familiare nel quale mi muovo con naturalezza e disinvoltura. Sono fermo immobile, stupito e affascinato da quello che mi circonda e dall'atmosfera magica che accompagna il tutto, avvolto solamente da un vento freddo che mi riscalda e mi trasmette calore..
Mi trovo in una foresta, molto probabilmente a nord. E' inverno, forse Natale, e intorno a me tutta la vegetazione sembra sparita, sembra morta. Sembra morta ma dorme: la foresta sta riposando sotto una spessa coperta di neve che tutto ricopre e tutto rende bianco. E' tardo pomeriggio sta facendo buio, il sole si va sempre di più nascondendo dietro le aguzze cime dei monti che sono di fronte ai miei occhi: cime rocciose e spoglie, nude. Spoglie di neve, spoglie di vegetazione, spoglie di vita. Come delle mani ossute ma forti e muscolose che sanno di vita  e di vissuto, che spuntano con presunzione, ma con discrezione e saggezza dal bianco del candido manto nevoso. Rimango affascinato e non riesco a distogliere lo sguardo anche se so che si sta facendo buio. La temperatura sta scendendo ancora di più e sento che dovrei tornare al rifugio: un posto che non conosco, un posto che non so dove è, com'è e cos'è. So solo che sento di andare li, come per dire "devo tornare a casa, mi aspettano". Questo so, questo sento, questo mi basta. Nel tempo di un battito di ciglia gli occhi si riaprono, lo scenario è lo stesso, ma io e il mondo questa volta siamo divisi da una lastra di vetro e da una cornice di legno. Sposto lo sguardo, mi giro: intorno a me delle mura di legno: ecco, sono nel rifugio. Non c'è luce se non quella che entra dall'unica finestra dalla quale guardavo. A destra non molto lontano da me, un camino acceso, che non emana calore, suono, profumo. Continuo stupito a guardarmi intorno girando su me stesso. Ti vedo: hai un cappotto pesante, una sciarpa bianca e il tuo dolce sorriso... Guardandoti è come avessi dato vita a tutto: sento lo scoppiettare del camino, il profumo della legna che arde, il sibilo del vento che entra di nascosto tra le fessure delle tavole delle pareti. Mi guardi, e tendendomi una mano, con l'estrema dolcezza che ti contraddistingue mi sussurri sorridendo: "Andiamo!". Ti prendo la mano, mentre con l'altra ti sistemo la sciarpa. Il tempo di riaprire lo sguardo che siamo già fuori. Non ci siamo mossi. All'improvviso il freddo arriva anche alla mano che mi tenevi calda, alla mano con la quale tenevo la tua. Non ci sei più. La distrazione di un secondo per capire che fine avessi fatto, ed un colpo di vento decisamente più forte degli altri approfittò per farmi cadere, ed io, maldestro come sono, nemmeno il tempo di rendermi conto di cosa sta succedendo mi  lascio travolgere senza provare ad opporre resistenza, mi piego e casco all'indietro, alla volontà del vento. Sulla schiena. Mi ritrovai con la schiena a terra, il viso rivolto al cielo e con lo sguardo perso nell'infinito che ti cercava. Le nuvole veloci che andavano via, scappavano come se avessero il peso di sapere troppo, di avere visto troppo, come se avessero fretta di andare a riposare prima del sole: se fossero andate dopo il sole non avrebbero più potuto trovare la strada. Non capivo cosa stesse succedendo, ero incredulo e non capivo il confine tra sogno, fantasia e realtà: poco importa, so che saresti riapparsa nuovamente. Stavo bene, non sentivo più freddo: il pensiero che ti avrei riavuto tra le mie braccia mi tranquillizzava, mi proteggeva, mi riscaldava: non avevo il bisogno di scappare anche se sapevo che stava per accadere qualcosa di brutto. Inizia a piovere... Strano, a quella temperatura avrebbe dovuto nevicare.. Non è normale, ho sempre più paura. Mi alzo di scatto e inizio freneticamente a guardare intorno: niente più neve, niente montagne, niente foresta: ora mi trovo in una prateria verde, con erba corta. E' sparito tutto, ma una cosa è rimasta: il vento che mi accarezza, mi avvolge e che mi abbraccia, che mi butta giù ma che mi fa rialzare all'improvviso... In lontananza un qualcosa che assomigliava alla silhouette di un'essere vivente, di una persona. Sono sfinito, distrutto. Inizio a correre con le lacrime che controvento mi bagnano il viso. Più corro più stò bene, più corro e più quel contorno di persona difronte a me inizia a prendere forma. Ti vedo, sei tu. Ti corro incontro, non smetto di correre anche se sono a due passi difronte da te. Ti travolgo, stavolta sono io che ti butto giù, ti abbraccio, ti bacio. Sei immobile, ferma, fredda. Tutto si ferma. Riprende a soffiare il vento, inizi a ridere. Stò bene, stiamo bene. Hai paura, abbiamo paura, ma stiamo bene e sorridiamo. Il cielo è lo stesso, ma non siamo più sdraiati, siamo sulla punta di un burrone: dietro di me una gola profonda. Il terreno dietro di te inizia a sgretolarsi fino a quando non ci ritroviamo in piedi su di una striscia di roccia di qualche centimentro appena. Sento di saper volare, senza che ti dicessi niente, come se mi leggessi dentro, ti aggrappi a me e ci buttiamo. Nel vuoto balliamo, balliamo un valzer. Balliamo, ballando i nostri corpi e le nostre anime si uniscono e formano una cosa sola per sempre. Ancora una volta all'improvviso: una fitta. Stò cadendo, stò andando sempre più veloce e sempre più giù. Non ci sei più sono rimasto solo, le tenebre stanno vincendo sul tutto. Tutto perde forma, tutto si smaterializza. Io nel buio. Il buio. Ti ho lasciato andare mia amata, mi sono lasciato andare. Siamo svaniti nel nulla. Tu, io, noi, come ricordi, come rimpianti, come fantasmi...
La musica finisce, si spengono le luci, cala il buio su tutto, cala il sipario...

Questo invece secondo la bellissima, commovente e molto toccante interpretazione di Bruno Bozzetto, nel film "Allegro non troppo", del  lontano 1977...

Jean Sibelius - Valse Triste from - Allegro non troppo, Bruno Bozzetto

Link
Il video originale su youtube
J. Sibelius, Valse Triste Op.44 - Berliner Philarmoniker, Herbert Von Karajan


Stai ferma. Respira.

giovedì 2 settembre 2010 - Scritto da Stè alle 15:09
Skye - Love show




Sit down, give me your hand,
I'm gonna tell you the future.
I see you, living happily,
with somebody who really suits ya,
someone like me.
Stand still. Breath in.
Are you listening?

You don't know
somebody's aching.
Keeping it all in,
somebody won't let go, of his heart
but the truth is, it's painless,
Letting your love show...

Break down. Give me some time,
I don't want the fear to confuse ya
right now, it's so wrong
But maybe it's all in the future,
with someone like you.
Stand still. Breath in.
Are you listening?

You don't know
somebody's aching.
Keeping it all in,
somebody won't let go of his heart
but the truth is, it's painless,
Letting your love show...

Maybe truth, maybe lies
made me want you,
maybe dumb, maybe wise...?
I don't know...
Somebody's aching.
Keeping it all in
Somebody won't let go of his heart
but the truth is It's painless,
Letting your love show...

You don't know
somebody's hurting.
Holding it all in
somebody can't let go, of his heart
but the truth is,
It's painless...
Letting your love show...
Letting your love show...
Love show.. Love show..
Siediti, dammi la tua mano,
sto per dirti del futuro.
Ti vedo, che vivi felice,
con qualcuno che davvero fa per te,
qualcuno come me.
Stai ferma. Respira.
Stai ascoltando?

Tu non conosci
il dolore degli altri.
Lo mantengono tutto dentro di loro, 
non lo faranno uscire dal loro cuore 
ma la verità è che è semplice,
Mostra il tuo amore...

Interruzione. Dammi un po' di tempo,
non voglio che la paura ti confonda
proprio ora, è così sbagliato
ma forse è tutto nel futuro,
con qualcuno come te.
Stai ferma. Respira.
Stai ascoltando?

Tu non conosci
il dolore degli altri.
Lo mantengono tutto dentro di loro,
non lo faranno uscire dal loro cuore
ma la verità è che è semplice,
Mostra il tuo amore...

Forse la verità, forse le bugie
mi hanno fatto volere te,
forse la tua stupidità, forse la saggezza...?
Non lo so...
Il dolore degli altri.
Lo mantengono tutto dentro di loro,
non lo faranno uscire dal loro cuore
ma la verità è che è semplice,
mostra il tuo amore...

Tu non conosci
le ferite degli altri,
le stringono dentro di loro,
non riescono a farle uscire dal loro cuore
ma la verità è che,
che è semplice,
Mostra il tuo amore...
Mostra l'amore...
Mostra il tuo amore...


Aspettando...

venerdì 11 giugno 2010 - Scritto da Stè alle 16:02
Dal festival di Sanremo del lontano 1965...
Aspettando con ansia il trascorrere degli attimi che ci separano dal prossimo "domani", sperando che un domani ci sarà, il quando non importa.
Per ora non si vive, si esiste.. Si va avanti con il pilota automatico che è ben diverso.. "il mio piccolo mondo fatto di frasi, pensieri e parole..." Con il pilota automatico non si può pensare, scrivere. Quando tornerò nuovamente a pensare, scrivere, allora vorrà dire che sarà arrivato quel tanto atteso, ma anche tanto sofferto domani, domani di felicità e di gioia, domani di amore e di vita, domani che spazzerà tutta l'attesa... E' tutto nelle Tue Mani...

Con tutto il mio amore... il tuo Pocoyo...

Dodici, tredici, Quattordici, quindici, sedici, diciassette, Diciotto...


Ornella Vanoni - Abbracciami forte


Pino Donaggio - Io che non vivo (senza te)

Gigliola Cinquetti - Ho bisogno di vederti

The Minstrels - Se piangi, se ridi


Link


la storia del perdente

giovedì 2 luglio 2009 - Scritto da Stè alle 19:00
La storia è scritta quasi sempre dal vincitore, ma se per una volta la storia fosse scritta dai vinti? "La storia del perdente", un brano della band mesagnese "La Resistenza" che ci fa provavare a vedere anche l'altro punto di vista della storia: quello del perdente.

La storia è scritta sempre e solo dal vincitore
che parla solamente e parla solo di vittorie,
un giorno la scrivesse un perdente,
non dico uno qualunque, dico uno della gente

Musica di Teresa De Sio, testo di Enrico Cervellera, regia Michele Salvezza e Marcello Saurino

Per approfondire

stessa musica ma...paese che vai, cartone che trovi

martedì 16 dicembre 2008 - Scritto da Stè alle 11:31
Quante volte, aspettando l'inizio del nostro cartone o telefilm preferito, accendiamo la tv e incominciamo a fare altro, ma non appena sentiamo iniziare la sigla schizziamo davanti allo schermo! Una bella sorpresa sarebbe invece arrivare davanti la tv sentendo la sigla del nostro cartone animato preferito e trovarne invece un altro! Questo è quello che potrebbe succedere, accendendo la tv in un altro paese, rischiando di prendersi un infarto!

In Germania per esempio possiamo trovare la sigla di Mila e Shiro usata per Mila Superstar (la nostra Mimì e la nazionale di pallavolo)


In Spagna e Francia invece potremmo ascoltare la sigla di Lupin III (quella della terza serie italiana , ossia "Lupin, l'incorregibile Lupin") mentre sta per iniziare Oliver e Benji (il nostro "Holly e Benji")...




Sempre in Spagna troveremo la sigla di "Vola mio mini pony" per ill cartone "La panda de Julia" ("Mimì e la nazionale di pallavolo" in Italia) o la sigla di "Dolce Candy" usata per "Eriko" ("Ciao Sabrina")...




Invece se sentiamo un bambino francese fischiettare la sigla di "Charlotte", dobbiamo pensare che il cartone che l'ha incatata non è la nostra Charlotte, ma bensì "Pollyanna".


Non dobbiamo meravigliarci di tutto ciò (che non ha nulla a che vedere con il plagio) perchè fino ad alcuni anni fa, le nostre sigle cantate da Cristina venivano esportate anche in Francia, in Spagna, in Germania e in Austria.


Lupin e la sua banda

mercoledì 1 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 09:50
Abilissimo ladro, mimetizzato nelle vesti di un raffinato gentiluomo, capace dei più sorprendenti travestimenti: Arsène Lupin ovvero il prozio di Lupin III (Arsenio anche lui), fu inventato nel 1905 da Maurice Leblanc. Nel 1907 fu pubblicata la prima novella, Arsène Lupin, "Gentleman Cambrioleur" ("Lupin, ladro gentiluomo"). Lupin diventa un eroe popolare, dotato di stile e classe, naturalmente astuto e intelligente, ma anche freddo e deciso, romantico e altruista. Maurice LeBlanc, inventando in quei lontani anni il personaggio di Lupin, sicuramente non avrà mai immaginato che molto tempo dopo, nel lontano Giappone, un pronipote del suo Arsène Lupin (cioè Lupin III) avrebbe avuto un tale successo in tutto il mondo.

Nome: Lupin III. Età: sconosciuta. Altezza: 179 cm. Peso: 63 kg. Arma preferita: Walther P38. Sigarette preferite: Gitanes Caporal. Professione: ladro. Chi non conosce il mitico Lupin III e tutta la sua banda composta da Daisuke Jigen: l'infallibile pistolero, Goemon Ishikawa XIII: l'abilissimo samurai con la sua indistruttibile katana e dalla bellissima Fujiko Mine (Margot nella versione italiana della seconda serie tv) perennemente ricercati dall'ispettore Kōichi Zenigata dell'interpol che insegue Lupin da decenni!

Lupin III (Rupan Sansei il nome originale) nasce come manga nel 1967 dall'ispirizione del mangaka giapponese Monkey Punch, alle vicende di Arsène Lupin, raccontate nei romanzi originali di Maurice Leblanc, fino a quando nel 1969 non fu prodotto l'episodio pilota "Lupin III - Pilot Film" per pubblicizzare una futura serie televisiva che sarebbe andata in onda.

La prima serie fu quella del quella del 1971-72 dove Lupin indossava una giacca verde. Era composta da 23 puntante che andarono in onda domenica dalle 19:30 alle 20:00 dal 24 ottobre 1971 al 26 marzo 1972 sulla YTV (Yomiuriterebi). Il titolo originale era "Rupan Sansei (Kyuu) [Lupin III (vecchio)]", mentre per le serie italiane "Le avventure di Lupin III" (per quella del '79) e "Lupin l'incorreggibile Lupin" (per quella riproposta nel '87). Riscuote da subito un un grande successo anche se in Italia la direzione del doppiaggio non fu molto curata perchè considerata poco importante, e per questo anni dopo venne prodotto un doppiaggio molto più curato in cui vennero migliorati dialoghi e adattamenti. La sigla italiana era Planet O.


La seconda serie (composta da 155 espisodi) andò in onda invce ogni lunedì dalle 19:00 alle 19:30 dal 3 ottobre 1977 al 6 ottobre 1980 sulla NTV (Nihon TV), mentre in Italia fu trasmessa dal '81 (Dall'episodio numero 99 la serie è stata trasmessa nella fascia stereo, godendo quindi di effetti sonori stereofonici). Il titolo originale era "Rupan Sansei (Shin) [Lupin III (nuovo)]", in Italia "Le nuove avventure di Lupin III". Nella seconda serie Lupin indossava una giacca rossa. La sigla italiana è stata registrata dall'Orchestra Castellina Pasi.


(sigla seconda serie giapponese)

Prima della terza serie ci fu una serie incompiuta, formata da 6 episodi di 22 minuti (e altre 3 sceneggiature erano già pronte) che fu scritta nell'82. La serie aveva come personaggi i discendenti della banda di Lupin III e il titolo della serie era "Rupan Hassei" ("Lupin VIII" in italiano). La serie non fu mai trasmessa, ma fu pubblicata nell'omonimo manga "Lupin VIII". Della serie è rimasto solamente un episodio pilota senza doppiaggio, i settei originale di produzione e un documentario di 58 minuti trasmesso nell'82.

La terza serie di 50 episodi, fu trasmessa in Italia per la prima volta nell'87, mentre in Giappone andò in onda dal 3 marzo 1984 al 28 settembre 1985 sulla YTV (Yomiuriterebi) ogni sabato dalle 19:00 alle 19:30, ma l'ultimo episodio andò in onda il 25 dicembre dello stesso anno. Il titolo originale era "Rupan Sansei - Part III" ("Lupin III - Parte III"), in Italia "Lupin, l'incorreggibile Lupin". Lupin in questa ultima serie cambia ancora il colore della giacca che da rossa diventa rosa.


Le colonne sonore di tutte e tre le serie sono di Yuji Ohno e interpretate dagli "You & The Explosion Band", mentre la sigla italiana della terza serie è cantata da Vincezo Draghi.





Per approfondire
Colonne sonore dalle varie serie
Lupin III - Episodio Pilota
Lupin III (anime)
Il sito ufficiale italiano su Lupin III
Lupin III (progetto)
Arsenio Lupin (personaggio letterario di Maurice Lebalc)

Link

Dobbiamo dire basta...

venerdì 26 settembre 2008 - Scritto da Stè alle 09:13
Ultimamente stò cercando di allargre ancora la mia conoscenza dei vari generi musicali...spulciando dai vari cd scaricati con il mio fido mulo, in una cartella di playlists di iTunes ritrovo le col onne sonore del film "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" tratto dall'omonimo libro di Enrico Brizzi. Le incomincio ad ascoltare e, come ben ricordavo, è un genere un po' da scoprire per me: un genere quasi nuovo che mi attirava molto. Ora non so come si chiami di preciso quel genere... quel misto di rock e sound molto folk... forse un po' di punk...un po' di ska..beh si insomma proprio quello...non che sia il mio genere preferito ma mi piacque a tal punto da farmi scaricare un quasi l'intera discografia di alcuni di quegli gruppi come per esempio i marlene kuntz, i c.s.i. o i Modena City Ramblers...e proprio di quest'ultimi ho sentito una canzone (precisamente "La banda del sogno interrotto") che mi ha fatto ritornare in mente una canzone, una canzone di cui volevo postare il video tempo fa che poi per atri impegni non ho più fatto...un pezzo molto forte secondo me..parla della mafia...un sound davvero molto bello e delicato ma allo stesso tempo molto toccante accompagnato da un testo che fa molto riflettere chiunque abbia un po' di coscienza...ragazzi si incomincia dalle piccole cose..la mafia è sotto i nostri occhi e continuare a subire non serve a niente, bisogna alzare la testa, farsi coraggio e usare la bocca per parlare per dire tutto ciò che c'è da dire, tutto, ma cosa ancora più fondamendale, dobbiamo avere fiducia, credere in quello che si sta facendo e portarlo avanti fino alla fine. Forse all'inizio potrebbe sembrare una lotta contro i mulini a vento perchè ci si ritrova soli contro un sistema fallato che non funziona e fa acqua da tutte le parti, mandato avanti da gente che si accontenta e subisce, ma è proprio ora che non bisogna mollare. Bisogna agire! Bisogna dire basta! Reagiamo! Facciamo valere i nostri diritti, on dobbiamo avere paura perchè senza la paura la mafia non esiste, perciò se la mafia esiste e continua ad esistere è anche un po' colpa nostra...



Cappotto Di Legno, questo il titolo del brano firmato Lucariello (testo) e Ezio Bosso e The Buxusconsort (musica) con la supervisione di Roberto Saviano, che diventa un video interamente prodotto e finanziato da MTV Italia. Il clip, diretto da Fabio Scamoni e sceneggiato da Gabriele Salvatores, è stato girato negli spazi suggestivi del Teatro All'Antica di Sabbioneta.

E' la prima volta in assoluto che MTV Italia finanzia e produce un videoclip. Dietro non ci sono etichette discografiche, album in uscita da promuovere né obiettivi commerciali. Si tratta piuttosto di un progetto trasversale al servizio dell'impegno sociale, a dispetto di ogni logica di business.

Parallelamente alla rotazione su MTV Italia, "Cappotto Di Legno" sarà visibile anche sul blog di 'MTV No Mafie' www.mtv.it/nomafie dove è possibile commentarlo ma anche scambiarsi opinioni e proporre soluzioni per combattere il dilagarsi della criminalità organizzata.



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