La brocca dell'egoismo e della felicità

venerdì 4 febbraio 2011 - Scritto da Stè alle 02:12
Sono in cucina, preparo il pranzo. Nel frattempo apparecchio: tovaglia, tovaglioli, stoviglie e tagliere per il pane. Prendo la brocca dell'acqua, l'appoggio sul fondo del lavandino, sotto il rubinetto per riempirla e riprenderla una volta piena. Apro il rubinetto, inizio a fissare la brocca e l'acqua che scorre. Mi sono incantato osservandola mentre si riempie. L'acqua scorre forte. Inizio a pensare, abbasso la pressione dell'acqua così da farla riempire più lentamente per godermi fino in fondo quell'attimo, e per poter assaporare meglio quello che stavo pensando.
Una brocca vuota non serve a nessuno, ma la stessa brocca piena, può essere però utile a molti. Una brocca vuota non può pensare di essere utile a qualcun'altro se non pensa prima a se stessa, solo dopo che si è riempita e sarà traboccante di egoismo, allora sarà pronta per essere utile a qualcun'altro. Una persona può veramente altruista solo se è egoista. Penso alle religioni che con le loro morali che ci hanno insegnato, bandiscono questo comportamento perchè "bisogna pensare all'altro", al prossimo, agli altri. Tutto ciò è assurdo e ridicolo perchè così non importa il come si aiuta, ma il bisogno d'aiutare e basta. Non importa se stiamo aiutando nel modo giusto o sbagliato: l'importante è aiutare. Bisogna aiutare il prossimo affinchè questo sia in grado di aiutare altre persone. Se ognuno aiutasse se stesso invece di avere la presunzione di aiutare gli altri, non sarebbe tutto molto più semplice invece di rendere le cose inutilmente più complicate? Come facciamo ad aiutare qualcun'altro se non siamo nemmeno in grado di aiutare noi stessi? Come possiamo pretendere di amare e prendersi cura di una persona se non sappiamo amare e prenderci cura nemmeno di noi stessi? Come possiamo pretendere di stare bene con una persona e che lei stia bene con noi quando neanche noi riusciamo a stare bene con noi stessi? Mi guardo in torno e vedo gente infelice che aiuta altra gente infelice, ciechi che guidano altri ciechi. Ecco qual'è il risultato.
All'improvviso come se la luce del sole mi chiamasse, mi giro e guardo fuori dalla finestra: non faccio a tempo ad arrivare all'azzurro del cielo che la mia attenzione viene rapita da un albero che come una pennellata di colore, unisce il marrone della terra all'azzurro del cielo con il suo verde e giallo dei suoi frutti.
E' proprio nella perfezione della natura e nella "giustizia" e nelle sue leggi che possiamo vedere come l'egoismo trova la sua massima espressione: ogni albero è egoista, porta acqua alle sue radici, linfa alle sue foglie, ai suoi fiori, ai suoi frutti. Quando fiorisce, diffonde il suo profumo per chiunque, amici, estranei, chi conosce e chi no. Quando è carico di frutti da quei frutti a chiunque. 
Se la natura insegnasse agli alberi ad essere altruisti, morirebbero, come stà morendo l'intera umanità.
La brocca ora è piena, e senza che me ne sono accorto, l'acqua trabocca e mentre altra acqua continua ad entrare, altra acqua esce scorrendo lungo i suoi fianchi: ora è pronta per essere portata a tavola. Ora la brocca è piena, è a tavola: ho le mani bagnate, la brocca è bagnata, anche la tovaglia è bagnata. 
Solo quando sei in uno stato di gioia traboccante allora la puoi condividere. Solo con un atto di egoismo si può essere sanamente e veramente altruisti, perchè l'altruismo non è altro che l'apice dell'egoismo.
Solo se sei egoista arriva il momento di dare e di condividere. 
Io sono una brocca, tu sei una brocca, lei è una brocca. Noi tutti siamo delle brocche da riempire. 
Dovremmo avere tutti un po' meno presunzione di essere acqua, ed imparare ad essere alberi.

Mi è tornata in mente la scena del mercato, dal film "Il favoloso mondo di Amelie", uno dei miei film preferiti...




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