La storia del treno che si fermò a Balvano

giovedì 28 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 07:55
Sarà un'analisi senza presunzione di bacchetta magica: i fatti saranno ricostruiti nei dettagli usando solamente testimonianze certe, sicure e verificate di ferrovieri, giornali d’epoca, verbali, relazioni tecniche, ed esperienze personali di chi ha vissuto in prima persona questa drammatica pagina buia della storia d’Italia.

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La filastrocca del fattore

martedì 19 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 01:39
E' arrivata mezzanotte con il letto faccio a botte
ora inizia la mia guerra con le bestie della terra.

Una del mattino
Il fattore è felice come un bambino
Sgozza il maiale più bello
E si libera del primo fardello

Due del mattino
Ora tocca al gallo
Usa bene il suo strumento per la morte è un godimento

Tre del mattino
Il fattore strangola il pulcino "l'insonnia mi tormenta!"
Si rigira nel letto e si lamenta.

Quattro del mattino
Ha acchiappato un gattino
ma poiché l'ha graffiato
nell'acqua gelata l'ha affogato.

Cinque del mattino
Il fattore è nel giardino
Accarezza il coniglietto
Poi lo sbatte al muro per diletto

Sei del mattino
Al cigno più carino il fattore ha tagliato la testa
ormai nessun nemico gli resta.

Ecco arriva il nuovo giorno
Il fattore si leva di torno
Le sue armi può posare
E finalmente può dormire.

Asia Argento


Nino Salemme - Blood



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Ai lòv mai biùtiul Cauntri

sabato 16 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 17:17
Prima di iniziare, è bene procedere con le presentazioni di tre personaggi che hanno un ruolo fondamentale in tutta questa triste vicenda che stò per andare a raccontare e che stiamo vivendo: personaggi la cui conoscenza si da per scontata, ma che è meglio conoscere un po’ più a fondo essendo così certi di sapere di cosa di sta parlando. Stiamo parlando delle diossine, del C.D.R. e del percolato.

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La doppia verità

martedì 12 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 01:43
La mia vita è fatta da due realtà, due verità, che come in un ciclo, si rincorrono e si susseguono. 
C'è una prima realtà nella quale non vivo, esisto: passo le mie giornate per lo più dormendo, recuperando tutto il sonno perduto di quattro mesi, non ho sonno, ma dormo. Dormo anche se non ho sonno. Dormo per poter sognare: quello del sogno è l'unico momento in cui stò bene, in cui tutto è come prima. Più dormo, più sogno, più sogno più stò bene: per questo ho bisogno di sognare, perchè li siamo ancora insieme, felici, io e te. Una realtà nella quale il mio unico pensiero, nonchè desiderio, è quello di andare a riposare per chiudere gli occhi, di sognare, con la speranza di non svegliarmi più, per poter continuare a vivere indisturbato nel mio sogno, nel mio mondo.
C'è una seconda realtà in cui vivo, sono felice e stò bene, nella quale ho paura di addormentarmi alla sera perchè è il momento in cui puntuali gli incubi arrivano a rovinare tutto, ma vengo rassicurato subito dalla certezza che una volta sveglio, tutto tornerà nuovamente alla normalità.
Una domanda però mi tormenta: come faccio ad essere sicuro che questa nella quale stò scrivendo ora sia la vera realtà, e non quell' "altra"? Non riesco a capire quale sia la "verità" e a distinguerla dall'immaginazione, a dividerle e a dare ad ognuna il giusto peso con la giusta importanza. Forse la differenza è sottilissima, quasi impossibile da cogliere. Non me ne accorgo. Non capisco da quale parte della linea debba stare, e mi chiedo: "Stò avendo un incubo mentre dormo e vivo la mia vita,  oppure sogno mentre esisto? Qual'è la realtà?". Non capisco, davvero non capisco. Chi è di qua mi dice che è questa la realtà, chi è di la, dice che quell'altra è la realtà. Oppure tutto è molto più semplice di quello che si crede e non esiste una differenza, non c'è nulla da distinguere. Forse esistono due verità ma siamo troppo chiusi per accettarle entrambe e ci poniamo davanti ad una scelta: forse sì, è davvero una questione di scelta. Oggi è domenica, pranziamo tutti quanti insieme e la famiglia è riunita a festa intorno alla tavola imbandita. Ora devo andare, ho un impegno: la mia felicità mi aspetta.


Kelly Hoover - Chickasaw's Ladder



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Un nuovo mondo

giovedì 7 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 01:05
Sogno un mondo senza un mondo, una società senza società. Un mondo ed una società basate su valori astratti non tangibili, valori non misurabili materialmente, sul rispetto e l'attenzione verso il prossimo. Una società dove la materialità sia annullata dai valori, senza carriera, denaro e potere: tutte cose estranee alla natura dell'uomo, inventate da lui stesso per sopperire al grande vuoto che si porta dentro. Una società fatta di tante vite semplici, senza il superfluo, fatta di cose vere ed essenziali dove l'uomo di successo sarà colui che ha una famiglia unita e serena, che sarà felice ed innamorato di se, della vita, della voglia di vivere, e della persona che ha al suo fianco, perchè la felicità non esiste se non è condivisa con qualcuno. Se proprio ci devono essere degli uomini di successo, vorrei che siano così, ma tutti, nessuno escluso. Una società di soli uomini di successo.
Un uomo felice guarda la soluzione e non il problema.
Un'utopia? No, dipende da quanti siamo a crederci: se è una persona sola a sognare, allora il sogno rimane tale, se invece molti si ritrovano a sognare insieme, allora è l'inizio di una nuova realtà.

Andrew Judd - New world painting


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Andate oltre...

lunedì 4 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 15:45
Il compito del lettore non è solo quello di leggere, ma di capire e di non fermarsi alle forme date dall'uomo a dei simboli messi insieme per esprimere concetti che più o meno assomigliano a quello che proviamo. La scrittura è uno strumento molto potente, perciò andate oltre la lettura, oltre: perchè il valore delle parole non è in ciò che racchiudono, ma ciò che liberano...

Bryan Zingmark - Tsunami sun



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Al mio posto

domenica 3 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 02:21
Assistevo passivamente in modo attivo. Ero incredulo e scioccato, ma allo stesso tempo affascinato e incantato da tale spettacolo, da tale concentrato di forza e dolce violenza, dalla persistenza con la quale senza perder fiato, coraggio e forza tutto si ripeteva nuovamente. Il cuore batteva forte e veloce: funzionava come poche volte ha fatto in vita mia, il fiato inizia a mancare ed il respiro si fa corto, ma le strazianti urla che mi circondano sono più forti di tutto: urla talmente forti da coprire il battito del cuore e la fatica nel respirare. Stavo male, ma mi sentivo bene, stavo bene: trovavo conforto semplicemente riconoscendomi negli schizzi d'acqua del mare che si infrange sugli scogli, schizzi alti svariati metri che sovrastano e cercano di impadronirsi di tutto, alti a tal punto da farti sentire dentro questa incredibile forza, dentro queste urla di agitazione, un lamento di eterno tormento, come se fossi destinato a soffrire per sempre. Il coinvolgimento mentale e fisico aveva raggiunto il suo apice quando un pensiero viene in me, il più semplice e naturale in quella circostanza: voler far parte anche ancora di tutto ciò che stava accandendo intorno a me. Invogliato dal vento che mi circondava e mi spingeva verso il basso, dove grandi onde ed immensi ma rassicuranti e sicuri vortici mi avrebbero accolto. A tenermi in contatto con il mondo reale, solo le mie mani, attaccate ad una ringhiera che urlava di lasciarsi andare, una ringhiera viscida di umidità e di lacrime di mare. Volevo farlo, ma non l'ho fatto. Potevo farlo e non l'ho fatto. Avrei voluto farlo e non l'ho fatto.

Latina, 19 settembre 2010



Stefano Cappelletti - "Sofferenza" (dal portfolio "Il mare come luogo di...")



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Siamo al sicuro...

venerdì 1 ottobre 2010 - Scritto da Stè alle 20:21
Fa paura ed è davvero molto preoccupante che certe informazioni siano così alla portata di tutti...

Una sineddoche: la centrale nucleare di Latina, perfettamente visibile in tutto e per tutto sia dalle mappe satellitari dei motori di ricerca BING che di GOOGLE...

Da Google Maps: si può tranquillamente girare nelle strade intorno alla centrale zoommando laterlmente fino a un livello di dettaglio impressionante. Con Bing (2) la situazione è ancora peggiore: oltre ad avere una defizione e livello di dettaglio maggiore, la visuale può essere anche ruotata, avendo una visione completa di tutti i lati di tutti i fabbricati...

Ci tengo a precisarlo di nuovo: è solo un esempio pescato casualmente della cesta dei tanti casi...

Art by design - Floral garden with stairs


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