based on 1000 true stories

lunedì 27 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 15:27
Maria full of grace ("María llena eres de gracia" il titolo originale) è il piccolo capolavoro diretto da Joshua Marston che racconta una storia drammatica, cruda e disarmante per la sua triste veridicità, che purtroppo (come dice il sottotilo), è solamente una storia come mille altre. Un film molto forte e denso di emozioni che lascia vivere ogni scena come un vero e proprio pugno nello stomaco.

Maria Álvarez: una giovane ragazza di diciassette anni che, come molti ragazzi in Colombia, lavora per aiutare economicamente la propria famiglia. Maria lavora in un'azienda di fiori fuori città, passando le giornate a togliere le spine dalle rose. Stanca di essere sfruttata e dei continui maltrattamenti da parte di un caporeparto arrogante, stanca di un ambiente limitato e ristretto che non offre sbocchi futuri, dominato da un maschilismo duro a morire, decide di abbandonare il lavoro. Essendo l'unica fonte di sostentamento per la famiglia (composta dalla nonna, la madre e la sorella con il suo figlio) è costretta a cercare un nuovo lavoro. La sua urgenza è ulteriormente aggravata dalla circostanza di trovarsi incinta da un ragazzo che lei non ama.
La storia prende una svolta decisiva quando Maria incontra Franklin, un ragazzo che le offre la possibilità di "fare tanti soldi viaggiando", spiegandole che molte ragazze colombiane già lo fanno diventando "mule", cioè trasportano capsule di cocaina nello stomaco, da Bogotà fino negli Stati Uniti, l’unico inconveniente è il rischio di morire che diventa certezza nel caso che anche una sola delle capsule ingoiate si rompesse durante il trasporto. La paga: cinquemila dollari per viaggio, cinquemila dollari che in Colombia possono comprare una casa.
Marìa (Catalina Sandino Moreno)
in una scena del film
La ragazza è consapevole delle implicazioni morali e legali di ciò che decide di fare e considera molto consapevolmente gli altissimi rischi, domandandosi come questa scelta potrà influenzare la sua vita, visto e considerato che nessuno fino ad ora ha mai pensato a lei, non ultimo il governo che gestisce il suo paese, chiaramente coinvolto in primis in questo traffico illecito. Tutto questo silenziosamente, con la consapevolezza che in Colombia le cose vanno così, prendere o lasciare. Stanca dei sacrifici e della povertà, disperata, cede alla tentazione di più rapidi guadagni improvvisandosi così corriere per i signori colombiani della droga accettando la proposta di fare il corriere, trasportando dentro di se 62 ovuli pieni di cocaina.
Un finale molto agghiacciante ma pur sempre realista e dopo aver visto questo spietato mondo in prima persona, Maria, decide di fuggire il traffico di droga.

Maria, magistralmente interpretato da Catalina Sandino Moreno, fornisce al suo personaggio una disincantata energia che lo rende irresistibilmente attraente, capace di coniugare la tragedia con l'istintiva giovialità di una ragazza della sua età con una interpretazione impeccabile, senza sbavature, a tutto tondo che rende ancora più preziosa questa pellicola in cui si scorge una urgenza di raccontare una realtà sconvolgente, uno spaccato di tragica attualità sul giro del narcotraffico, senza cadere in cliché stantii, tanto meno con la pretesa di dare "messaggi" o consigliare soluzioni.

una scena tratta dal film
Marston usa uno stile realistico molto da reportage che rende il film anche un documentario con una ricostruzione di fatti precisi con una sceneggiatura solida, che tiene conto delle situazioni complesse in cui vengono a trovarsi le tre protagoniste appena sbarcate negli States, e inseguendo spesso con la macchina da presa da presa eventi, gesti ed espresseioni dei personaggi. Movimenti accurati ed attenti che restituiscono un'altissima tensione allo spettatore nella scena dell'aereo.
L'insostenibile tensione drammatica e la pesante atmosfera viene in alcuni momenti alleggerita e interrotta con ariose riprese di una Colombia luminosa e colorata e anche da Maria, con la sua innata positività verso la vita, anche quando questa non sembra affatto riservare particolari gioie a chi la sta vivendo.

Premi vinti:
54° Berlino Film Festival (2004)
Orso d'Argento per la miglior attrice a Catalina Sandido Moreno (ex-equo con Charlie Theron per "Monster")
Premio Alfred Bauer per la Migliore Opera Prima

Sundance Film Festival (2004)
Premio del Pubblico

European Film Awards (2004)
Nomination Film Non Europeo 2004

National Board of Review of Motion Pictures Awards (2004)
Nomination I migliori cinque film stranieri dell'anno

Academy Awards (2005)
Nomination Miglior attrice protagonista Catalina Sandino Moreno

Independent Spirit Awards (2005)
Vincitore Migliore attrice protagonista Catalina Sandino Moreno
Vincitore Migliore esordio alla sceneggiatura Joshua Marston
Nomination Migliore attrice non protagonista Yenny Paola Vega
Nomination Miglior film
Nomination Migliore regia Joshua Marston

SAG Awards (2005)
Nomination Migliore attrice protagonista Catalina Sandino Moreno
European Film Awards

Catalina sandido Moreno candidata al premio oscar 2005 come miglior attrice protagonista

video
Il trailer originale del film

Per approfondire
Internet Movie Database

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help the planet. stop global warming.

martedì 14 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 11:36
“Balloon Animals”: così è definita la forma d'arte con cui Joshua Allen Harris fa prendere forma ad una campagna sociale destinata alla protezione dell'orso polare portata avanti dall’Environmental Defense Fund. Buste di plastica, nastro adesivo e aria proveniente dalle grate della metropolitana newyokese: questi gli unici ingredienti utilizzati dall'artista statunitense nella realizzazione delle sue opere.

video


Un'altro video, sempre in linea con il tema trattato da Hoshua Allen Harris, è quello sul riscaldamento globale realizzato per una campagna di sensibilizzazione dall'associazione portoghese Quercus. Una superba realizzazione quella dell'agenzia McCann Erickson Portugal. Video diretto da Flavio Mac e post produzione curata dalla Seagulls Fly.

video
IF YOU GIVE UP, THEY GIVE UP.

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based on a true story

venerdì 10 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 15:52
Da uno spot della SeagullsFly sul riscaldamento globale
Il problema del riscaldamento globale è un problema che ci riguarda da vicino, un problema che tocca tutti, uno ad uno, uomini, donne, imprenditori, operai, ricchi, poveri. Cominciamo sul chiarire cosa si intende per riscaldamento globale: per riscaldamento globale si intende l'aumento della temperatura media della terra e degli oceani, che non è da ritenersi come sinonimo di cambiamenti climatici, perchè per cambiamento climatico si intente invece la variazione a livello mondiale del clima della terra (temperatura massima e minima, recipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, etc.); inoltre l'UNFCCC (UNited Nations Framework Convention on Climate Change o Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall'uomo utilizza il termine mutamenti climatici (o mutamenti climatici antropogenici) mentre per quello che riguarda i cambiamenti generati da cause naturali usa il termine di variabilità climatica.
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Is anyone out of there?

lunedì 6 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 10:08
Era il 15 agosto 1977 e il Dottor Jerry R. Ehman, professore di astronomia alla Franklin University, stava lavorando con il radiotelescopio "Big Ear" dell'Università dello stato di Ohio al progetto SETI.
SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), è un progetto dedicato alla ricerca della vita nel cosmo, ma in particolare di quella intelligente.
Ad un certo punto, controllando i tabulati del computer collegato al radiotelescopio, Ehman rilevò la presenza di un segnale caratterizzato da numerosi segni di intelligenza e preso dall'emozione, a margine della stampa del computer, scrisse il famoso "Wow!" da cui prese nome il fenomeno.
Premesso che il Big Ear era un radiotelescopio fisso, sfruttava quindi la rotazione della terra per cambiare la porzione di universo da analizzare.
Data la velocità di rotazione della terra e la larghezza della finestra osservativa, il radiotelescopio non poteva osservare un punto per più di 72 secondi.
Non ci si sarebbe mai aspettato però che un segale extraterrestre venisse registrato precisamente per 72 secondi, con un intensità crescente per il primi 36 secondi (finche il segnale non avesse raggiunto il centro della finestra osservativa) seguito da una progressiva diminuzione.

Il segnale fu molto intenso, dieci decibel superiore al rumore di fondo (circa trenta volte). Il segnale fu captato alla frequenza di 21 centimetri (corrispondente alla transizione tra i livelli iperfini dello stato fondamentale dell’atomo di idrogeno). Questa è la frequenza che solitamente si utilizzata nei progetti di radioascolto, e a nessuna trasmittente terreste o satellitare è consentita la trasmissione. Era un segnale a banda stretta, perché ricevuto attraverso solo uno dei cinquanta canali del ricevitore, e aveva inoltre un aspetto artificiale: il suo ritmo di passaggio attraverso il lobo del radiotelescopio mostrava che si muoveva con le stelle. Si trattava quindi di un moto diverso da quello di un satellite o di un aeroplano.

Un altro indizio molto importante che prova l’intelligenza del segnale, sta nel fatto che il segnale non sia un ronzio fisso, ma un segnale ad intermittenza: si era spento dopo essere apparso nel primo lobo, oppure si era acceso poco prima che il secondo lobo intercettasse quell’area di cielo.
Big Ear, tramite la sua forma, produce simultaneamente due lobi (e quindi due vedute del cielo, leggermente sfasate l’una dall’altra); dopodiché confronta automaticamente le due vedute per cancellare le interferenze terrestri. Solitamente un oggetto celeste viene registrato due volte all’Ohio State, una per ciascun lobo, a differenza di questo segnale che fu registrato una volta soltanto.

Nel 1987 e nel 1989, Robert Gray cercò di ricreare l'evento usando l'array META all'Oak Ridge Observatory, ma senza risultato. Riprovò anche nel 1995 e nel 1996 utilizzando il Very Large Array, molto più potente del Big Ear, e nel 1999 usando il radiotelescopio da 26 metri dell'University of Tasmania di Hobart. Vennero effettuate sei osservazioni da 14 ore trovando una posizione nelle vicinanze, ma non venne rilevato niente di simile al segnale Wow.
C'è anche chi ha obiettato che un segnale intenzionale si sarebbe ripetuto. Come per dire: non si grida "Ehi, sono qui" una volta sola, ma bisogna anche considerare che il 16 novembre 1974, quando sono stati gli esseri umani ad inviare attraverso il radiotelescopio di Arecibo (in Puerto Rico) un segnale verso lo spazio, lo fecero una volta sola.
Per spiegare come mai il segnale non fu mai più rilevato, Frank Drake fece alcune supposizioni. Innanzitutto bisogna precisare che venne inviato da una civiltà tecnologicamente avanzata che intendeva comunicare con altre civiltà del cosmo. Per farlo avrebbe potuto inviare continuamente un segnale in tutte le direzioni, tramite una singola antenna che illumini metà sfera celeste per volta - oppure l’intera sfera celeste, utilizzando un’altra antenna agli antipodi del pianeta. Così facendo chiunque guardi nella vostra direzione, alla frequenza corretta, e disponendo di strumentazione sufficientemente sensibile, sarà in grado di captare il vostro segnale. Il problema è che in questo modo si spenderà una quantità enorme di energia per creare un segnale debole, diffuso, e non rilevabile a grandi distanze.
Alternativamente potrebbe pensare di focalizzare la stessa quantità di energia in un fascio più ristretto. Così potrebbe illuminare il suo obiettivo con un segnale un milione di volte più intenso, captabile a distanze assai più elevate. In questo modo, tuttavia, illuminerete solo un milionesimo della sfera celeste per volta. Perciò la probabilità che un’altra civiltà vi rilevi sarà al massimo di una su un milione, anche ammettendo che questa sappia in che direzione cercarvi.
Probabilmente la migliore soluzione sarà quella di trasmettere un fascio a ventaglio: questo tipo di trasmissione fa sì che l’energia sia concentrata in un ristretto angolo solido di cielo, come il segnale di un faro. Con la rotazione del pianeta, questo raggio scruterà il cielo, illuminando buona parte della sfera celeste per un certo periodo di tempo ogni giorno. In questo modo, oltre ad avere un segnale intenso, si potrebbe forse illuminare l’intero universo, anche se a seconda della rotazione del pianeta che trasmette, ciascuna entità riceverà il segnale forse per soli dieci minuti all’anno, o per dieci minuti al decennio.

In collusione, sia per la sua durata di 72 secondi, per la sua forma, per la frequenza di captazione, per l’intensità e per il fatto che sia stato un segnale ad intermittenza, si può certamente affermare che il segnale ha un'origine extraterrestre.

Dal 1977 ad oggi, è il segnale più promettente di forme di forme di vita intelligenti extraterrestri. Sarebbe davvero vergognoso scoprire che dall'universo ci stanno chiamando da una vita e

Per approfondire

Dettagli tecnici sul segnale "Wow!"
Frank Drake e Dava Sobel, Is anyone out of there?, Delacorte Press, New York, 1992


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Cara, vado a lavorare ma non so se torno...

venerdì 3 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 23:50
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.

Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.


Strano, ma si tratta proprio della nostra costituzione, della costituzione italiana, la costituzione del paese degli oltre mille morti l'anno sul lavoro. Sei solo ieri. Solo lo scorso anno, in Italia ne abbiamo contati 1170, oltre diecimila dal 2002 ad oggi, senza contare il dramma delle malattie professionali, che spesso insorgono dopo 20, 25 anni di servizio: molte volte si muore senza sapere cosa ha causato la malattia, ignorando che a uccidere sono state le condizioni di lavoro e la scarsa sicurezza.

Diario del 3 ottobre 2008
Tre operai sono morti sul colpo in un cantiere per la costruzione di un pilone del viadotto della variante di valico dell'A1, a Barberino del Mugello, cadendo dalla piattaforma sulla quale stavano lavorando. Un ventisettenne di Bastia Umbra è morto schiacciato da un carroponte telescopico, in una ditta di Bettona. A Genova, un operaio di 33 anni, Nino Emiliano Cassola, è caduto in un pozzo per l’estrazione di biogas nella discarica di rifiuti di Scarpino. Vicino Sesto Fiorentino, un operaio è morto e due sono rimasti feriti mentre stavano lavorando su un carrello per la manutenzione della linea aerea ferroviaria.


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Lo spot realizzato dalla provincia di Brescia
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satira politica

giovedì 2 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 15:04
Non bisogna essere grandi per fare grandi domande...

Il presidente George Bush vuole aumentare la sua popolarità, e per farlo fa visita in una scuola elementare. Arriva in una scuola elementare e spiega il suo piano di governo. Chiede nel frattempo che i bambini facciano delle domande. Il piccolo Bob chiede parola: "Signore, ho tre domande:
1. Perchè perdendo le votazioni alle urne Lei ha vinto le elezioni?
2. Perché desidera attaccare l'Iraq senza motivo?
3. Lei non pensa che la bomba di Hiroshima fu il peggior attacco terroristico della storia?"
In quel momento suona la campanella dell'intervallo e tutti gli alunni escono dall'aula. Al ritorno, Bush invita nuovamente i bambini a fare delle domande e Joe gli chiede: "Presidente, ho cinque domande da farle:
1. Perché perdendo le votazioni alle urne Lei ha vinto le elezioni?
2. Perché desidera attaccare l'Iraq senza motivo?
3. Lei non pensa che la bomba di Hiroshima fu il peggior attacco terroristico della storia?
4. Perché la campanella dell'intervallo ha suonato 20 minuti prima?
5. Dov'è Bob?"

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Lupin e la sua banda

mercoledì 1 ottobre 2008 - Scritto da Stè alle 09:50
Abilissimo ladro, mimetizzato nelle vesti di un raffinato gentiluomo, capace dei più sorprendenti travestimenti: Arsène Lupin ovvero il prozio di Lupin III (Arsenio anche lui), fu inventato nel 1905 da Maurice Leblanc. Nel 1907 fu pubblicata la prima novella, Arsène Lupin, "Gentleman Cambrioleur" ("Lupin, ladro gentiluomo"). Lupin diventa un eroe popolare, dotato di stile e classe, naturalmente astuto e intelligente, ma anche freddo e deciso, romantico e altruista. Maurice LeBlanc, inventando in quei lontani anni il personaggio di Lupin, sicuramente non avrà mai immaginato che molto tempo dopo, nel lontano Giappone, un pronipote del suo Arsène Lupin (cioè Lupin III) avrebbe avuto un tale successo in tutto il mondo.

Nome: Lupin III. Età: sconosciuta. Altezza: 179 cm. Peso: 63 kg. Arma preferita: Walther P38. Sigarette preferite: Gitanes Caporal. Professione: ladro. Chi non conosce il mitico Lupin III e tutta la sua banda composta da Daisuke Jigen: l'infallibile pistolero, Goemon Ishikawa XIII: l'abilissimo samurai con la sua indistruttibile katana e dalla bellissima Fujiko Mine (Margot nella versione italiana della seconda serie tv) perennemente ricercati dall'ispettore Kōichi Zenigata dell'interpol che insegue Lupin da decenni!

Lupin III (Rupan Sansei il nome originale) nasce come manga nel 1967 dall'ispirizione del mangaka giapponese Monkey Punch, alle vicende di Arsène Lupin, raccontate nei romanzi originali di Maurice Leblanc, fino a quando nel 1969 non fu prodotto l'episodio pilota "Lupin III - Pilot Film" per pubblicizzare una futura serie televisiva che sarebbe andata in onda.

La prima serie fu quella del quella del 1971-72 dove Lupin indossava una giacca verde. Era composta da 23 puntante che andarono in onda domenica dalle 19:30 alle 20:00 dal 24 ottobre 1971 al 26 marzo 1972 sulla YTV (Yomiuriterebi). Il titolo originale era "Rupan Sansei (Kyuu) [Lupin III (vecchio)]", mentre per le serie italiane "Le avventure di Lupin III" (per quella del '79) e "Lupin l'incorreggibile Lupin" (per quella riproposta nel '87). Riscuote da subito un un grande successo anche se in Italia la direzione del doppiaggio non fu molto curata perchè considerata poco importante, e per questo anni dopo venne prodotto un doppiaggio molto più curato in cui vennero migliorati dialoghi e adattamenti. La sigla italiana era Planet O.

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La seconda serie (composta da 155 espisodi) andò in onda invce ogni lunedì dalle 19:00 alle 19:30 dal 3 ottobre 1977 al 6 ottobre 1980 sulla NTV (Nihon TV), mentre in Italia fu trasmessa dal '81 (Dall'episodio numero 99 la serie è stata trasmessa nella fascia stereo, godendo quindi di effetti sonori stereofonici). Il titolo originale era "Rupan Sansei (Shin) [Lupin III (nuovo)]", in Italia "Le nuove avventure di Lupin III". Nella seconda serie Lupin indossava una giacca rossa. La sigla italiana è stata registrata dall'Orchestra Castellina Pasi.

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(sigla seconda serie giapponese)

Prima della terza serie ci fu una serie incompiuta, formata da 6 episodi di 22 minuti (e altre 3 sceneggiature erano già pronte) che fu scritta nell'82. La serie aveva come personaggi i discendenti della banda di Lupin III e il titolo della serie era "Rupan Hassei" ("Lupin VIII" in italiano). La serie non fu mai trasmessa, ma fu pubblicata nell'omonimo manga "Lupin VIII". Della serie è rimasto solamente un episodio pilota senza doppiaggio, i settei originale di produzione e un documentario di 58 minuti trasmesso nell'82.

La terza serie di 50 episodi, fu trasmessa in Italia per la prima volta nell'87, mentre in Giappone andò in onda dal 3 marzo 1984 al 28 settembre 1985 sulla YTV (Yomiuriterebi) ogni sabato dalle 19:00 alle 19:30, ma l'ultimo episodio andò in onda il 25 dicembre dello stesso anno. Il titolo originale era "Rupan Sansei - Part III" ("Lupin III - Parte III"), in Italia "Lupin, l'incorreggibile Lupin". Lupin in questa ultima serie cambia ancora il colore della giacca che da rossa diventa rosa.

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Le colonne sonore di tutte e tre le serie sono di Yuji Ohno e interpretate dagli "You & The Explosion Band", mentre la sigla italiana della terza serie è cantata da Vincezo Draghi.


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Per approfondire
Colonne sonore dalle varie serie
Lupin III - Episodio Pilota
Lupin III (anime)
Il sito ufficiale italiano su Lupin III
Lupin III (progetto)
Arsenio Lupin (personaggio letterario di Maurice Lebalc)

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